Work Text:
Salve, signora Maria,
La prego, non apra questa porta e chiami la polizia.
Da giorni c’è una notifica non letta sul Batcomputer.
Sono stati giorni molto intensi, con le festività in pieno svolgimento e metà dei pipistrelli impegnati in una missione o l’altra fuori dal Paese — o addirittura fuori dal pianeta.
Mi dispiace molto per l’odore, ma avevo paura di annegare nel porto e ho paura dei luoghi molto bui. Le altre soluzioni non hanno fatto un granchè e questa casa mi piaceva davvero tanto: la vasca da bagno è grande e comoda.
La notifica non era nemmeno niente di particolarmente importante; è sepolta tra altre notifiche non urgenti su possibili collegamenti apparsi nel sistema automatizzato del batcomputer. Questa in particolare segnala un campione di DNA che era stato identificato come inserito nei sistemi del GCPD per un caso e successivamente archiviato.
Bruce ha finalmente un po’ di tempo per sé, quindi ha deciso di dare un’occhiata ad alcuni vecchi casi in cui sono emerse nuove potenziali piste grazie alle indagini del GCPD.
Ho già pagato qualcuno per pulire l’intero bagno e per sostituire la vasca e l’impianto idraulico se danneggiati, per qualcuno che si occupi del mio corpo (se ne rimarrà qualcosa quando verrò ritrovato), lo cremi (non voglio chi rimanga nulla, per ogni evenienza) e getti quello che rimane nella baia di Gotham.
Non c’è molto. C’era da aspettarselo, raramente i piccoli crimini di vecchia data presentano prove sufficienti su cui basarsi, quindi per ora si è limitato ad archiviare le prove nei posti opportuni. Tim adora risolvere piccoli crimini senza prove nel tempo libero, e se non altro almeno sarà un ottimo esercizio per tutti gli altri — o una divertente sfida tra fratelli durante la serata giochi, proprio come piace fare ai suoi figli.
È insolito che il GCPD indaghi su un caso di suicidio così evidente; di solito, la vittima ti dice tutto — chi è e perché l’ha fatto — nella sua lettera. Questo, però, è diverso.
Il resto dei soldi che avevo è stato donato, così come tutti i mobili e le cose che possedevo; non era molto, ma tanto non mi servirà nulla comunque.
Nella cartellina sul bancone della cucina ci sono tutte le informazioni su chi contattare per i servizi che ho già pagato.
La vittima ha pagato tutti i servizi post mortem e persino la pulizia e la ristrutturazione della scena del crimine; questo è di per sé insolito.
La vittima ha utilizzato nomi di persone inesistenti per pagare tali servizi, e il GCPD non è riuscito a identificare la vittima dopo una settimana di indagini.
Il corpo è stato ritrovato solo 9 settimane dopo la morte e non ne era rimasto molto per poterlo identificare con certezza, considerando lo stato di decomposizione ormai avanzato.
Agli agenti che leggernno questo messaggio: non ha senso cercare di scoprire chi sono; non sono mai andato dal dentista, le mie impronte digitali sono state bruciate e cancellate anni fa e il mio DNA non è presente in nessuno dei vostri sistemi. Sono anni che non ho più una vera identità, non ricordo nemmeno l’ultima volta che qualcuno mi ha chiamato per nome. A volte devo chiamarmi da solo ad alta voce in questo appartamento, solo per ricordarmi che ho un nome. Per molti, non esisto nemmeno. Legalmente, io non esisto. Ho dimenticato la mia età già da anni.
L’autopsia ha rivelato che il corpo presenta numerose ossa fratturate e guarite in seguito in modo “chiaramente anomalo e in tempi insolitamente veloci”; il medico legale ipotizza che, prima della morte, la vittima soffrisse di forti dolori cronici e zoppicasse leggermente. Il medico legale ha inoltre identificato la vittima come un uomo di età compresa tra i 20 e i 35 anni, di corporatura robusta ma che aveva perso una notevole quantità di peso in un breve lasso di tempo, probabilmente nelle settimane precedenti alla sua morte.
Non ho una famiglia, non ho amici, non ho colleghi di lavoro, nessuno mi cercherà e nessuno si accorgerà della mia assenza. Nelle ultime sei settimane non ho parlato con nessuno, a parte la cassiera due settimane fa. Non sono una brava persona, ho fatto molte cose cattive nella mia vita, molti dicono che non ho mai fatto nulla di buono. Devo dare loro ragione. Eppure, non rimpiango nemmeno la metà di ciò che ho fatto. Forse dovrei.
La causa della morte è stata attribuita a una ferita da arma da fuoco provocata da un colpo sparato appena sotto il mento, la direzione e la quantità di fratture suggeriscono che la morte non sia stata istantanea — per una questione di pochi centimetri — ma che la vittima sia rimasta in vita, se non cosciente, per almeno mezz’ora.
Era da anni che volevo farlo, mi sembra di averlo voluto fin da quando sono nato.
Questo non è il primo — e non sarà l’ultimo — caso di suicidio di cui Bruce si è occupato. Purtroppo, la vita a Gotham è proprio così. Tuttavia, leggere la lettera gli ha dato una strana sensazione di disagio. Quel pover’uomo chiaramente non aveva avuto una bella vita, probabilmente era rimasto intrappolato in qualche banda criminale o famiglia mafiosa, visto quanto la sua identità sembrasse ormai estranea a se stesso. Forse era persino finito in qualche cerchia di combattimenti clandestini, considerando la quantità di fratture riscontrate dal medico legale.
Casi come questo fanno sentire a Bruce come se essere Batman non sarà mai abbastanza e che Gotham non migliorerà mai.
Tutti i documenti in quella cartellina sono intestati a nomi diversi, tutti falsi. Non ho un’identità vera.
Mi sarebbe piaciuto averla.
Tra le prove agli atti, oltre al campione di sangue, ci sono la lettera lasciata sulla porta del bagno dalla vittima; le copie delle ricevute dei servizi pagati prima della sua morte, menzionati nella lettera; le riprese delle telecamere indossate dagli agenti che si sono recati sul posto dopo aver ricevuto una chiamata da una donna — la vicina della vittima — e da suo figlio, il quale, dopo essere entrato in casa per assicurarsi che fosse tutto a posto, pensando che l’odore provenisse da cibo ammuffito o da un animale morto entrato da una finestra aperta, ha aperto la porta d’ingresso usando una chiave di riserva su insistenza degli altri residenti del palazzo; diverse foto della scena del crimine e dell’appartamento quasi vuoto, nonché i risultati delle analisi e la pistola usata dalla vittima, caduta appena fuori dalla vasca poco dopo lo sparo.
A quanto pare, la vittima trascorreva pochissimo tempo a casa e, quando lo faceva, era sempre da solo, quindi non era insolito non vederlo per settimane; inoltre, la casa era vecchia, quindi gli odori forti erano quasi la norma, ecco perché nessuno ha chiamato fino a tante settimane dopo.
Ed è proprio da qui che Bruce intende partire. A quanto pare, il sangue della vittima è stato identificato nel sistema del Batcomputer; probabilmente si tratta di un piccolo criminale che aveva già scontato la pena e si era poi trovato in difficoltà, oppure, come pensava Bruce, di una vittima di un caso precedente.
E in verità, non sono nessuno di speciale, non ho fatto nulla di degno nella mia vita e la mia morte non cambierà assolutamente nulla.
Puoi provarci, ma dubito che troverai qualcuno che non esiste e, francamente, è solo una perdita di tempo.
Bruce avvia il programma di riconoscimento del DNA e decide di farsi una doccia nel frattempo; magari chiamerà anche Tim, che sarà sicuramente interessato a identificare la vittima e a risolvere questo caso insolito. Bruce si congratula con se stesso per l’idea di tempo di qualità con suo figlio e si allontana.
Quindici minuti dopo, mentre Bruce è ancora sotto la doccia, il programma termina la scansione e apre una finestra con i risultati.
Comunque, non sarò mai nient’altro che un soldato.
Corrispondenza trovata: 100% Jason Peter Todd.
